Distretti di Economia Solidale

I Distretti di economia solidale (D.E.S.) “si configurano quali “laboratori” di sperimentazione civica, economica e sociale, in altre parole come esperienze pilota in vista di future più vaste applicazioni dei principi e delle pratiche caratteristiche dell’economia solidale.
I processi di globalizzazione accelerano le dinamiche dell’economia di mercato provocando, nei diversi territori locali, uniformazione, sradicamento, oltre a varie forme di degrado ecologico e sociale. I distretti rappresentano una risposta propositiva a tali processi disgregativi. Essi mirano a valorizzare le risorse locali e a produrre ricchezza in condizioni di sostenibilità ecologica e sociale.
Più precisamente, per DES intendiamo una realtà territoriale, economica e sociale che persegue la realizzazione dei seguenti principi: cooperazione e reciprocità […] valorizzazione del territorio […] sostenibilità sociale ed ecologica […].
La realizzazione pratica di questi tre principi fondamentali è perseguita attraverso il metodo della partecipazione attiva dei soggetti, nell’ambito dei distretti, alla definizione delle modalità concrete di gestione dei processi economici propri del distretto stesso”.
Dalla Carta per la Rete italiana di Economia solidale, 2007

Il Forum per i Beni comuni e l’Economia solidale del FVG si propone come soggetto facilitatore per la creazione di filiere di economia solidale sul territorio bioregionale, in vista della costruzione di D.E.S.
Siamo convinti che il vero grande nodo problematico sia quello di far progressivamente uscire le persone dai fortissimi schemi cognitivi che li legano ai concetti di imprenditore e impresa, consumo e consumatore, competitività, efficienza, produttività, ecc. Non possiamo pensare di erigere una nuova economia solidale con vecchi concetti messi a punto per applicare il principio della concorrenza, del tornaconto individuale. Allora il primo passo da compiere è quello di cominciare a ragionare sul fatto che la comunità distrettuale è la nostra impresa collettiva e le filiere sono le linee di produzione. Il patto di distretto ed i patti di filiera e sottofiliera sono gli atti costitutivi dell’impresa/comunità distrettuale, delle filiere e sottofiliere. Da questi atti discenderanno i piani di fattibilità, che dovranno dimostrare come le varie iniziative possano avere possibilità di successo. In questo senso sarà assai utile adottare le metodologie dei cosiddetti “bilanci del bene comune” messi a punto dal movimento dell’economia del bene comune. In tutto questo scomparirà l’impresa così come noi la conosciamo? Certamente no, a condizione che l’imprenditore (ma anche il consumatore) accetti di giocare, di stare dentro il patto di distretto e di filiera/e.

Il Forum sta lavorando alla costruzione di D.E.S. attraverso due percorsi paralleli. Da un lato, sta promuovendo una mappatura delle realtà regionali che già operano nel rispetto dei principi dell’economia solidale o che sono interessate a intraprendere questo percorso (si veda la pagina dedicata). Dall’altro, organizza dei corsi di formazione e auto-formazione per aspiranti promotori/animatori/facilitatori in grado di favorire la nascita di filiere e distretti di economia solidale in regione (si veda la pagina dedicata). Infine, si sono costituiti dei gruppi di lavoro territoriali incaricati di supportare i due percorsi e di contribuire alla creazione di filiere e distretti di economia solidale.

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